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Via Prospero Alpino, 20 - 00154 Roma

Made in Mediterraneo Up; voce del verbo tramandare

apprendista francesco con isabella righetti

Non una consegna fredda e meccanica. Non un semplice passaggio di qualcosa da una mano all’altra. Tramandare è molto di più. E’ una trasmissione continua da una generazione all’altra, che passa per la testa, il cuore e le mani. Questo mette in luce il significato di questa parola che deriva dal latino trans-mandare ‘mandare attraverso’. Mandare attraverso il tempo valori, credenze, mestieri e saperi.

Quello del tramandare è gesto antichissimo, grazie al quale la civiltà è cresciuta nel corso dei secoli. Sono stati tramandati oggetti come la bussola e la ruota; conoscenze come la matematica e le tecniche agricole; scoperete fondamentali come l’uso del fuoco. Tutti questi intrecci hanno permessolo alla civiltà di conservare l’invenzione e proiettarla sempre un po’ più avanti.

E’ questa è la vera forza di questo atto: custodire il passato per trasformarlo in presente e futuro.

Una parola forte insomma, di cui stanno facendo esperienza i protagonisti del progetto “Made in Mediterraneo Up”. Quello che viene tramandato con questa iniziativa, che realizziamo grazie al sostegno della Fondazione Roma, è il sapere artigianale. Che prima di essere un mestiere è un’arte, e prima di essere un “saper fare” è un “sapere essere”.  Tramandare quindi è un infinito da maneggiare con cura. Lo è in ogni campo, ma ancora di più in un settore che rischia di scomparire. Negli ultimi dieci anni, il nostro Paese ha perso circa 400mila artigiani. Restringendo lo zoom sul Lazio negli ultimi cinque anni hanno abbassato la saracinesca 5.000 imprese artigiani (un numero che corrisponde a mille chiusure l’anno), a cui si sommano le difficoltà delle imprese dovuto al rincaro delle materie prime per effetto del conflitto in Medio Oriente.

La bottega come luogo di futuro

Allora “tramandare” si carica di urgenza, diventa parola da liberare da tutta quella polvere che l’ha tenuta nascosta in questi anni.  Lungo questa coordinata corre l’esperienza di Chiara, Priscilla, Manuel e Cristian, i quattro giovani apprendisti di Made in Mediterraneo Up: ragazzi e ragazze accomunati dalla volontà di trasformare la propria passione in un mestiere.

Ognuno di loro è stato mandato infatti a “fare bottega” in altrettanti laboratori artigianali della Capitale, grazie a un contratto di apprendistato della durata di un anno. Qui imparano la lentezza, la precisione, i gesti minuziosi del restauratore di beni culturali, del falegname, del cappellaio, del restauratore di mobili antichi. Sudano, masticano e conoscono il legno, la stoffa, la calce, lo stucco e ogni materiale su cui si imbattono.

Lo fanno grazie al dialogo con i loro maestri e maestre, che hanno fatto di questo mestiere una postura, uno sguardo, un modo di abitare il tempo e la materia. Dentro una bottega infatti non si apprendono solo tecniche, ma si condividono valori, si raccontano storie, si accendono fuochi. Si fa conoscenza di quell’intelligenza artigianale che resta un sapere indispensabile da mandare attraverso il tempo e lo spazio.