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Made in Mediterraneo Up; sull’arte di restaurare i libri

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Risalire un fiume significa viaggiare contro corrente. Partire dal punto in cui le acque si abbandonano al mare o a un lago per tornare indietro verso la sorgente, là dove tutto ha avuto inizio.  È questa l’immagine che affiora nella nostra mente al termine della visita “Laboratorio per il restauro del libro di Leandro e Carola Gottscher”, una delle botteghe artigiane coinvolte nel progetto “Made in Mediterraneo up”.

Restaurare l’oggetto libro ha proprio a che fare con questo movimento: risalire la sua storia, pagina dopo pagina, per riportare alla luce ciò che il tempo ha consumato, nascosto o cancellato.

Leggere le tracce lasciate dall’uso, dagli incidenti, dalle correnti, dalle mani che lo hanno sfogliato, e provare a ricondurle alla loro origine, senza cancellare del tutto gli scherzi del tempo. Perché ogni restauro è sì un viaggio controcorrente, ma anche un equilibrio delicato, delicatissimo, da trovare tra memoria e rinascita. Tra le onde del passato e quelle del futuro.

Dai numeri alle parole

A proposito di origini, a raccontare l’incipit di questa bottega, è il titolare Leandro Gottscher. Narratore e protagonista allo stesso tempo. “All’inizio ero uno studente di ragioneria che quasi per caso, si è tovato a riparare i libri che passavano per casa. Poi a poco a poco questo passatempo è diventato qualcosa di più. Il coinvolgimento emotivo è cresciuto e mi ha portato ad approfondire questo settore e a fondare nel 1966 questo laboratorio”.

Qui si restaurano libri, manoscritti e documenti d’archivio, provenienti da istituzioni pubbliche, biblioteche e privati. “Il materiale che trattiamo è prevalentemente antico ed ha attraversato una lunga casistica di vicissitudini: eventi bellici, attacchi di insetti di vario tipo, apporti di acqua che portano alla formazione di muffe”.

Eccoli i nemici dei libri. Per ognuno esiste un trattamento specifico. “Se ci arriva un volume infestato dagli insetti, per esempio, lo chiudiamo in una busta realizzata con una plastica particolare. All’interno, l’ossigeno viene completamente assorbito, questo porta alla morte degli insetti senza danneggiare il libro”.

Dentro a un museo

Gironzolare dentro questo laboratorio restituisce presto la sensazione di trovarsi dentro un museo dove da un momento all’altro si può scoprire un autentico tesoro. Non a caso all’inizio di questo articolo abbiamo utilizzato la parola visita. Mentre Leandro ci spiega il funzionamento dei macchinari necessari per “curare” i libri, ecco infatti che ci imbattiamo in un Manuale di Geografia antica del 600, in un testo sulle Cronache di Francia del 1553, “molto interessante perché scritto in volgare francese equivalente a quello italiano”.

Subito dopo ci capita di sfogliare la prima edizione in italiano del Dottor Zivago che stanno restaurando per un libraio. Aneddoto storico da Leandro sulla prima edizione assoluta di questa opera “fu frutto della complicità tra l’editore Feltrinelli e l’autore Boris Pasternak. Venne fatta uscire per la prima volta in linga russa in Italia, sfidando così la censura del regime sovietico”.

Ogni libro, due storie, quella della parole impresse sulla carta e quella della carta che le tramanda. Leandro naviga lungo entrambi i corsi. Ne conosce ogni vento e corrente.

La storia di Priscilla

Sui banchi di questo laboratorio si sta scrivendo anche una terza di storia. È quella di Priscilla, apprendista restauratrice grazie al progetto Made in Mediterraneo Up. La troviamo prima impegnata nel restaurare la carta di un volume antico per risarcirne “lacune e strappi così che sia nuovamente consultabile e il degrado non vada ad aumentare”. Subito dopo eccola inondare i fogli con una colla specifica che “serve a dare più consistenza al foglio”.

Lettrice appassionata  (il suo libro preferito è “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen) da due anni sta imparando la disciplina che serve a risalire il fiume. “All’inizio non sapevo davvero dove mettere le mani. Leandro e Carola mi hanno insegnato tutto, da come si tocca e si sfoglia un libro, fino a tutte quelle operazioni di restauro che rendono degno un volume”.

Un tipo di mestiere che per lei aiuta a “salvaguardare quella creatività che da adulti si va a perdere”. Manualità e creatività. Amore e rispetto per i libri

L'ultima tappa

Concludiamo la nostra visita entrando nella libreria privata di Leandro. Scaffali colmi di libri e oggetti antichi e moderni che ha collezionato nel corso degli anni. Provengono dalle culture più diverse (giapponese, ebraica, latina, francese, solo per citarne alcune). 

Forse non basterebbe un mese per realizzare l’inventario. Ci basta però una rapida occhiata per scorgere sul tavolo tre volumi. “Del furore d’avere i libi”, “La febbre dei libri” “Dizionario del bibliomane”. Titoli che raccontano tanto della passione e dell’amore che si respira qui. Quella necessaria per mettersi in barca e risalire il corso di un fiume.