Cantiere Generiamo lavoro; web talk “Il lavoro che vale” in diretta streaming 3 giugno

Ha preso il via la nuova edizione di “Generiamo Lavoro: un cantiere aperto”, il percorso formativo di avvicinamento al mondo del lavoro per i giovani dai 18 ai 30 anni promosso dalle dalle ACLI di Roma e dalla Pastorale Sociale della Diocesi di Roma, e in collaborazione con Cisl di Roma Capitale e Rieti, Mcl Roma, Mlac Lazio, AC Roma, UCID Roma, Confcooperative Roma e Centro Elis. La terza edizione si avvale della collaborazione e del sostegno della Camera di Commercio di Roma.

Ieri si è tenuto il primo incontro per i 50 giovani che partecipano all’iniziativa, che è stato poi seguito da un web talk dal titolo “Il lavoro che vale“, al quale hanno partecipato Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia; Leonardo Becchetti, economista e prof. ordinario di economia politica Università di Roma Tor Vergata; Don Francesco Pesce, incaricato dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro – Diocesi di Roma; Carlo Costantini, segretario generale CISL Roma e Rieti; Giorgio Gulienetti, presidente UCID Roma; Barbara Barbuscia, presidente MCL Roma; Pierluigi Bartolomei, direttore ELIS; Emanuele DeSantis, segretario Movimento Lavoratori di Azione Cattolica di Roma; Marco Marcocci, presidente Confcooperative Roma. Ha condotto Benedetta Rinaldi, giornalista radiotelevisiva.

Il Cantiere Generiamo Lavoro è un itinerario formativo e informativo, che si pone l’obiettivo di rimettere al centro il lavoro dignitoso, quale perno di cittadinanza e sviluppo integrale della persona e fornire ai ragazzi un kit che faciliti il loro ingresso nel mondo del lavoro ed affrontare con maggiore sicurezza il proprio futuro professionale in un tempo in cui questo risulta particolarmente difficile.

“Abbiamo scelto – ha dichiarato Lidia Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia – di affrontare il tema del lavoro che vale perché è quello che i nostri padri costituenti hanno posto a fondamento della nostra democrazia e della nostra Repubblica, quello capace di dare senso non solo alla persona, ma a tutta la comunità. Il nostro auspicio è che il Cantiere Generiamo lavORO, che ha preso il via ieri, possa rappresentare un primo passo per una vera e propria «Alleanza per il lavoro dignitoso», che caldeggiamo fortemente, un Patto nel segno della sussidiarietà circolare, tra tutti i soggetti interessati a contrastare la disoccupazione, l’inoccupazione, il lavoro nero e le forme di precariato, per mettere in cima a tutte le priorità il lavoro dignitoso quale pilastro fondamentale per la crescita integrale e la tutela della dignità della persona e di tutta la comunità. Il lavoro che vale deve essere un impegno di tutti per costruire nel presente il futuro di una generazione che ha diritto al suo per sempre”.

“Dire – ha aggiunto Don Francesco Pesce, incaricato dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Roma – che il lavoro deve essere libero, partecipativo e di qualità non è uno slogan, ma un obiettivo che deve essere concreto. Per vivere un lavoro che vale bisogna avere dentro un desiderio di comunità, di bene comune e a questo desiderio devono collaborare tutte le componenti del Paese. Un lavoro che vale deve dare dignità sociale, dignità economica, dignità addirittura sanitaria, come abbiamo visto negli ultimi mesi. Ci vuole quindi consapevolezza e un’azione responsabile. Per raggiungere questi obiettivi è necessario un cambio degli stili di vita, quasi una «rivoluzione culturale» che coinvolga il mercato, le istituzioni, le imprese e anche tutti i cittadini”.

“In questo momento – ha commentato Leonardo Becchetti, economista e prof. ordinario di economia politica Università di Roma Tor Vergata – il mondo del lavoro ha bisogno di ripartire e questa ripartenza deve essere resiliente, sostenibile e generativa. Più valore economico, più lavoro, meno rischio ambientale, meno rischio sanitario, più ricchezza di tempo e più ricchezza di senso del vivere. Sembra una cosa difficilissima, ma non lo è, perché tante cose già vanno in questa direzione: l’economia circolare, la digitalizzazione e anche lo smart working. Serve mettere al centro la generatività ed essere resilienti. Soprattutto, dobbiamo lavorare per fare spazio ai giovani”.

“Il lavoro in nero – ha detto Carlo Costantini, segretario generale CISL Roma e Rieti -, quello sottopagato, quello che sfrutta i lavoratori è purtroppo una realtà con la quale dobbiamo confrontarci ogni giorno, ed è fondamentale scovare queste situazioni per riuscire a superarle. Per farlo, però, c’è bisogno di impegno, di una vigilanza costante, ma c’è bisogno anche di interventi che da una parte aiutino le persone a trovare un’occupazione buona, e non un’occupazione a tutti i costi, e dall’altra sostengano anche le aziende con agevolazioni fiscali, perché quelle realtà che si muovono nell’ambito della legalità e garantiscono i diritti dei lavoratori, spesso si trovano poi difficoltà. Serve una sinergia per superare questi problemi”.

“È sempre importante – ha spiegato Marco Marcocci, presidente Confcooperative Roma – confrontarsi su situazioni delicate come quella che riguarda il lavoro dei giovani. Bisogna farlo con senso di responsabilità, dicendo loro che sicuramente non sarà facile, ma non saranno soli. Il mondo della cooperazione può essere una risposta, mette in campo ogni giorno una passione enorme. La recente emergenza ha sicuramente appesantito la situazione, ma uno studio sull’impatto psicologico del coronavirus sui giovani europei ha fatto emergere sicuramente un livello di pessimismo, ma anche di fiducia ritrovata nelle istituzioni, che può essere se vogliamo sorprendente. Indubbiamente le restrizioni hanno colpito soprattutto i giovani, ma questo mi sembra un segnale da cogliere. Da ogni momento di crisi può nascere un’opportunità, e dobbiamo essere bravi a viverla in questo modo”.

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