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Via Prospero Alpino, 20 - 00154 Roma

Tragedia Pietralata; rispetto, vicinanza e comunità

La notizia della tragedia a Pietralata ci colpisce profondamente e lascia un senso di dolore difficile da tradurre in parole.

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La notizia della tragedia avvenuta a Pietralata ci colpisce profondamente e lascia un senso di dolore difficile da tradurre in parole.

Di fronte alla morte di una bambina e dei suoi genitori, la prima responsabilità è quella del rispetto: rispetto per le persone coinvolte, per chi le ha conosciute, per chi le ha accompagnate e per una comunità che oggi si trova davanti a un fatto drammatico e sconvolgente.
Non è il tempo delle ricostruzioni affrettate né delle conclusioni semplici. Saranno le sedi competenti a fare piena luce su quanto accaduto.

Come ACLI di Roma, però, sentiamo che vicende come questa interrogano profondamente il nostro modo di essere comunità. Ci ricordano quanto sia necessario continuare a costruire attorno alle persone e alle famiglie una rete fatta non soltanto di servizi, ma anche di relazioni, ascolto, prossimità e presenza quotidiana. Una rete capace di accorgersi della fatica, di accompagnarla e di non lasciare che diventi isolamento.

Quando una famiglia vive una condizione di particolare fragilità, soprattutto legata alla disabilità e alla cura, non può essere lasciata sola a sostenere tutto il peso delle difficoltà, delle paure e delle responsabilità quotidiane. Per questo crediamo sia necessario rendere ancora più forte il legame tra istituzioni, servizi, Terzo settore, associazioni e territori. Tessere comunità significa anche questo: creare spazi in cui chiedere aiuto non sia percepito come una sconfitta, ma come una possibilità concreta di essere sostenuti.

Oggi resta soprattutto il dolore per queste vite spezzate. Una ferita aperta per la nostra città. Come ACLI di Roma sentiamo ancora più urgente il nostro impegno a costruire reti tra famiglie, associazioni, istituzioni, servizi e territori; a moltiplicare occasioni di ascolto e vicinanza; a contrastare quella solitudine che troppo spesso rende ancora più pesante ciò che una persona o una famiglia stanno attraversando.

Non sappiamo e non vogliamo dire oggi cosa avrebbe potuto evitare questa tragedia. Sappiamo però quale società vogliamo contribuire a costruire: una società nella quale nessuno debba arrivare a pensare di essere rimasto solo davanti a un peso troppo grande. Una comunità in cui nessuna fragilità venga vissuta nell’isolamento e in cui ogni famiglia possa trovare attorno a sé una comunità capace di esserci davvero.

Oggi il nostro pensiero e le nostre preghierw vanno a Bianca, alla sua mamma Valentina e al suo papà Luca. Con rispetto, dolore e profonda partecipazione.