Skip to main content Scroll Top
Via Prospero Alpino, 20 - 00154 Roma

Made in Mediterraneo Up, dove il legno racconta storie

made-in-mediterraneo-up-dove-il-legno-racconta-una-storia-di-formazione

Qui la sabbia dentro la clessidra sembra scorre più lentamente. Anzi, a volte pare proprio fermarsi. Tra dedali di stradine strette, scorci pittoreschi e insegne d’altri tempi, il Rione Monti ha una sintassi tutta sua, fatta di gesti e respiri lenti, parecchio lontani dal ritmo caotico della città. Non è un caso se qui l’artigianato è di casa. E non è un caso se proprio qui dal 1992 ha casa la bottega “Lignarius, mestieri d’arte e restauro” di Stefano Nespoli: una delle realtà coinvolte nel progetto “Made in Mediterraneo Up” che realizziamo con il sostegno della Fondazione Roma

Siamo a via Carlo Botta 9a. Tempo di trovare parcheggio (siamo stati abbastanza fortunati), entrare in un piccolo ingresso, scendere un paio di scalini che corrono in giù, ed eccoci nel cuore della bottega. Un ampia sala open space, dove ogni artigiano lavora a stretto contatto con il legno. Ai lati gli attrezzi del mestiere, scalpelli, lime, spatole, pennelli, righe, seghette, sembrano attori che aspettano di entrare in scena.

A tu per tu con Manuel

Sul palco chiamiamo Manuel, giovane apprendista di 29 anni. Il suo percorso con il legno nasce due anni fa grazie a questa e alla precedente edizione del progetto. Tavoli, comodini, sedie e mobili di vario tipo. Sono gli oggetti più comuni con cui si confronta, ma poi capita anche di imbattersi in qualcosa di diverso, come la restaurazione della Biblioteca Casanatense, una delle biblioteche più suggestive di Roma, situata nel complesso del Convento di Santa Maria sopra Minerva.

E’ stato un lavoro che mi ha emozionato molto perché siamo stati dentro a un ambiente storico che richiedeva la massima attenzione e cura dei dettagli. Siamo partiti da una pulizia iniziale, poi siamo passati alla stuccatura e agli interventi di falegnameria che hanno riguardato la ricostruzioni di alcune parti, fino alla rifinitura finale”.

Continuando la chiacchierata con Manuel, intuiamo presto che ha trovato la sua strada professionale. Glielo leggiamo negli occhi. E pensare che all’inizio era una tabula rasa. “Non conoscevo nulla di questo mestiere. La prima volta che sono entrato in bottega ero davvero molto titubante. Oggi posso dire che ho acquistato una certa autonomia, non inondo più Stefano (il suo maestro) di mille domande come all’inizio”.

Graffi, segni, crepe. Manuel ha imparato presto che ogni segno impresso dal tempo è una memoria da rispettare. Restaurare non significa cancellare con un colpo di gomma i segni del tempo, ma ascoltarli e ridargli valore. Ma soprattutto significa continuare a stupirsi. “Quando mi trovo davanti a un oggetto segnato dal tempo, all’inizio faccio fatica a vederne il futuro. Poi, passo dopo passo, il lavoro lo trasforma e ciò che sembrava solo crepe e rotture diventa qualcosa di inaspettato. Ogni volta mi sorprendo, come fosse la prima”.

A scuola di inclusione

Lignarius non è solo una bottega in cui si realizzano restauri di mobili e dipinti, è anche un’associazione dove l’artigianato si intreccia alla parola inclusione. A raccontarcelo è Stefano, restauratore, maestro artigiano di Manuel e presidente dell’associazione. “Con l’associazione ci impegniamo a salvaguardare i mestieri artigianali legati al restauro e siamo molto attivi nelle trasmissione del sapere. Organizziamo, infatti, diversi corsi rivolti a migranti, donne vittime di violenza e persone con disagio psichco”. Acquisire maggiore autostima grazie all’artigianato, per Stefano tra i tanti poteri dell’artigianato questo emerge con più forza. “Attraverso il lavoro manuale le persone possono esprimere se stesse. Il risultato dell’impegno e della concentrazione restituisce fiducia e può darti quella sicurezza necessaria per affrontare il mondo esterno e relazionarti con gli altri”.

Dalla bottega al mondo, dal mondo alla bottega. Andata e ritorno. Mani, mente e cuore per un viaggio fatto di cura, attenzione e relazioni che ha il ritmo lento del legno e del Rione Monti, e la forza di trasformare le persone.