Nel cuore pulsante del Rinascimento, molto prima che esistessero scuole o accademie, l’arte si trasmetteva da mani esperte a mani giovani, da occhi maturi a sguardi curiosi. Luogo di questo incontro erano le botteghe: spazi vivi, impregnati di polvere e meraviglia, dove prendeva forma il genio. Non solo laboratori, ma fucine di sapere e scuole di vita. Qui gli apprendisti, guidati e messi alla prova dai maestri, imparavano tecnica e disciplina, pazienza e perseveranza. E’ così che si sono formati Raffaello, Michelangelo, Bramante, Peruzzi: prima allievi, poi maestri capaci di firmare la grande storia dell’arte.
Quel modello antico torna oggi a ispirare un progetto che intreccia tradizione e futuro: “Made in Mediterraneo Up”, promosso dalle ACLI di Roma aps, con il sostegno della Fondazione Roma. Gli obiettivi sono quelli di custodire la memoria degli antichi mestieri, formare nuove generazioni, offrendo reali opportunità lavorative e sostenere la rinascita delle botteghe artigiane nella Capitale.
Un progetto che punta a creare quindi un ecosistema in cui tradizione e innovazione dialogano, generando valore economico, sociale e culturale.
Giovani e botteghe, dentro Made in Mediterraneo Up
Sono cinque le realtà coinvolte: un laboratorio di restauro d’opere d’arte, uno specializzato in libri antichi, una cappelleria storica, una falegnameria e una bottega di restauro di mobili. In ciascuna di esse, un giovane apprendista lavora fianco a fianco con un maestro/a artigiano per dodici mesi. Non un semplice tirocinio, ma un’esperienza totalizzante. Scoprire il valore del gesto, la precisione dell’occhio, la cura della materia. “Rubare con gli occhi” e imparare che dietro ogni cappello, ogni intarsio, ogni pagina restaurata, c’è un patrimonio che non appartiene solo a chi lo crea ma a tutta la comunità.
Il progetto punta solo a far sviluppare ai giovani apprendisti competenze tecniche, ma anche quelle trasversali (puntualità, responsabilità, lavoro di squadra) che rendono un giovane pronto a qualsiasi contesto professionale. Soprattutto, permette un incontro generazionale. Tra chi ha fatto dell’artigianato una missione e chi oggi raccoglie il testimone, sognando di trasformare una passione in futuro. Dodici mesi che saranno cuciti insieme da una parola che è anche un metodo: cura.
Cura del dettaglio e delle relazioni, della bellezza e del territorio.
“Made in Mediterraneo Up” si inserisce così nell’impegno più ampio delle ACLI di Roma per promuovere un lavoro dignitoso, con un’attenzione speciale al binomio giovani e lavoro, essenziale per il presente e il futuro della nostra società.

