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Dal banco al futuro; la 4a edizione del LaborDì

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Non è facile scegliere quale strada intraprendere dopo la scuola, né capire su quali obiettivi investire tempo ed energie. Ancora più complesso è affacciarsi al mondo del lavoro con serenità, tra aspettative, dubbi e timori.

È da queste domande, condivise da tanti giovani, che ha preso forma la 4° edizione del LaborDì. Tra valori, orizzonti e strumenti, il 16 dicembre scorso, l’Auditorium della Tecnica si è trasformato in un grande laboratorio di speranza e orientamento, accogliendo 1.600 studenti provenienti da 20 istituti scolastici di Roma e provincia. Una giornata intensa ideata per accompagnare i ragazzi in uno dei passaggi più delicati della loro crescita: quello dal mondo della scuola al lavoro. L’iniziativa, promossa dalle ACLI di Roma, si è svolta con il patrocinio della Diocesi di Roma, della Regione Lazio, della Città Metropolitana e di Roma Capitale, e con il sostegno della Camera di Commercio di Roma e della Fondazione Roma.

Un’esperienza immersiva che ha permesso ai giovani di incontrare 50 aziende, tra cui Poste Italiane, Eni, Italo, Autogrill e Würth, e di mettersi alla prova tra teoria e pratica. Da un lato infatti 80 workshop hanno approfondito temi chiave come l’intelligenza artificiale, le professioni del futuro, l’intelligenza emotiva, le soft skills, il personal branding, i diritti e le tutele nel mondo del lavro. Dall’altro, 75 postazioni sono state dedicate alle simulazioni di colloqui di lavoro, con recruiter professionisti che hanno offerto ai ragazzi feedback e consigli immediati.

Al centro della giornata, il focus sui valori del lavoro e sugli scenari futuri, grazie agli interventi dei rappresentanti dei diversi soggetti della comunità educante, simbolo del grande lavoro di rete alla base dell’iniziativa. Ognuno di loro ha affidato alla platea di giovani una parola chiave, da portare con sè durante il proprio cammino.

La vicepresidente delle ACLI di Roma e ideatrice del LaborDì, Lidia Borzì, ha scelto l’immagine del “funambolo” per descrivere la condizione dei giovani, che «si muovono continuamente tra studio, sport, e le passioni», richiamando al tempo stesso l’impegno della comunità educante a «essere una rete che sostiene e accompagna», non proponendo «una giostra infinita di tirocini o lavoretti che fanno perdere l’equilibrio», ma «salari giusti e condizioni di lavoro dignitose e sicure».

Il Cardinale vicario Baldassarre Reina ha invitato i ragazzi al coraggio: «abbiate il coraggio di liberare l’intelligenza, il coraggio di saper dire di no davanti a scelte sbagliate, il coraggio di superare la pigrizia e la paura di non farcela». Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha sottolineato l’importanza di connettere i giovani al mondo del lavoro, ricordando che «chi assume non fa un favore, è il lavoratore che offre qualcosa di prezioso», e che per questo «ha diritto a contratti non precari, a un lavoro sicuro, capace di far crescere la persona, dignitoso e non sfruttato».

A completare il mosaico: “germogliare”, scelto da Giuseppe Schiboni, assessore al Lavoro della Regione Lazio; “cura”, indicata dalla presidente del Municipio Roma IX Eur, Titti Di Salvo; “impegno”, richiamato dall’assessore ai Grandi Eventi, Alessandro Onorato; “mettersi in gioco”, proposto da Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma; “risorse”, evidenziato da Fabio Bellini, presidente del consiglio di amministrazione di Roma S.p.A.; “felicità”, sottolineato da Natale Di Cola, segretario della CGIL di Roma e del Lazio; e infine “insieme”, la parola affidata da Tania Giallontini, responsabile gestione dirigenti e selezione di Poste Italiane.

A concludere idealmente la giornata, le parole di Papa Leone XIV, giunte attraverso un telegramma del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, letto dal Cardinale Vicario Reina: «è necessario investire in competenze tecniche, ma anche in valori umani quali la creatività, la solidarietà e la mutua cooperazione». Un richiamo forte a riscoprire il lavoro come spazio fondamentale di realizzazione personale e relazionale, e come autentico luogo di vocazione. La sintesi più autentica dello spirito che ha animato questa 4° edizione del LaborDì.