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Una stagione di nuovi colori per il Giubileo della Misericordia

di Lidia Borzì, Presidente delle ACLI di Roma

Non solo l’arancione, o quel rosso che sfuma nel rosa al tramonto: d’ora in poi ottobre, per le ACLI provinciali di Roma, avrà mille colori: quelli dei volti delle persone incontrate con la nostra “Ottobrata Solidale”, delle mani dei nostri volontari, degli oltre duecento anziani del centro Sabotino che hanno partecipato alla presentazione del vademecum antitruffa, delle centinaia e centinaia di persone accorse alla Pelanda per l’evento “Il pane A Chi Serve, la bellezza della concretezza”,  dei ragazzi e ragazze incontrati a Santa Maria Madre del Redentore, in occasione dell’avvio del progetto “Job to Go, il lavoro svolta!” promosso insieme alla CISL di Roma e Rieti e alla presenza di S. Em.za Rev.ma Sig. Card. Agostino Vallini.

Sono i colori della solidarietà, i colori della coesione sociale, dei legami con il territorio, del Bene Comune: nuove sfumature per una città che non vuole lasciarsi ingrigire.

Con la “Ottobrata Solidale”, promossa dalle ACLI di Roma, dalla Fap ACLI e dall’US ACLI di Roma insieme a tutto il Sistema, volevamo raccontare la bellezza della concretezza, attraverso una serie di eventi dedicati alle periferie esistenziali e geografiche, anche e soprattutto in un momento di grande turbolenza per la nostra città.

La concomitanza, non è stata voluta, perché il percorso è nato per avvicinarci al Giubileo della Misericordia, ma è diventato, giorno dopo giorno, il modo per risollevarci, un’occasione  ed una bella opportunità per mantenere accesi i riflettori sugli anticorpi sani e per promuovere un’inversione di rotta che parte dalla Società Civile.

Una reazione doverosa, portatrice sana di Speranza, come quella di quanti  si impegnano, ogni giorno, per seminare concretezza e visione con l’obiettivo di tessere coesione sociale e ridurre le diseguaglianze, stando realmente dalla parte dei cittadini e dando voce a chi non ne ha.

Mentre scrivo, abbiamo un nuovo inquilino in Campidoglio, il Commissario Tronca, al quale auguriamo buon lavoro, assicurando la nostra disponibilità a collaborare per fare con responsabilità la nostra parte per rimettere al centro il Bene Comune, lasciandoci alle spalle quel senso di smarrimento e sfiducia che allontana sempre di più i cittadini dalle Istituzioni.

Tutto quello che è successo deve insegnarci a vedere la realtà con l’occhiale della comunità. E l’ottica della comunità è quella della vita, e della vita di relazione. Non individui isolati, ma considerati nella loro esistenza concreta, nella consapevolezza che ogni esistenza è una trama di relazioni. Muoversi in questa logica aiuta a superare personalismi e divisioni, ad avere una visione di insieme, a minimizzare le sovrapposizioni e valorizzare le eccellenze.
E, ad un mese dall’apertura del Giubileo, chiediamo che la Misericordia avvolga innanzitutto la nostra città, bisognosa di ricucire il suo tessuto sociale per tornare a risplendere dei suoi infiniti colori.