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Presentato il manifesto elettorale delle famiglie italiane

24/02/2010

Il Forum delle associazioni familiari ha presentato questa mattina alla Camera il Manifesto “Una Regione a misura di famiglia”

Il Forum delle associazioni familiari ha presentato questa mattina alla Camera il Manifesto “Una Regione a misura di famiglia”. Il documento è ora aperto alla sottoscrizione dei candidati in lizza nelle 13 Regioni nelle quali si voterà il 28-29 marzo. I nomi dei candidati firmatari verranno resi noti prima del voto perché gli elettori possano tenerne conto. «Un impegno personale ed azioni concrete che, in caso di elezione, verificheremo nei mesi successivi» ha specificato il presidente del Forum, Francesco Belletti.
«Chiediamo – ha detto Belletti - che la “partita famiglia” sia partita di sistema per l’Italia. La famiglia è luogo di solidarietà sociali e di decisioni economiche e per questo merita politiche promozionali e non assistenziali, politiche strutturali e non una tantum. Chiediamo una legge per la famiglia alle Regioni che non ce l’hanno. Chiediamo che il federalismo fiscale veda la famiglia come priorità».
Simone Pillon, presidente del Forum dell’Umbria, ha aggiunto che «il Manifesto non chiede interventi emergenziali ma strumenti per liberare le risorse che la famiglia possiede e che vuole offrire know how e idee agli amministratori locali. Per questo il Manifesto sarà integrato Regione per Regione con le questioni ed i temi sensibili localmente».
L’on. Santolini, dell’Udc, presente all’incontro, ha dichiarato la adesione sua e dei candidati dell’Udc alla proposta del Forum, perché «investire sulla famiglia è l’unico modo di rilanciare l’economia» in questo momento di crisi e ha suggerito di rivolgere un analogo appello ad altri «poteri reali non politici, come sindacati, banche e imprese».
Anche la senatrice Serafini, Pd, ha condiviso il lavoro del Forum definendo «arretrata la concezione della famiglia e del Welfare in Italia. In altri Paesi europei il calo demografico è stato affrontato con politiche di sostegno della famiglia, da noi con politiche frammentarie e discontinue e con poche risorse». In particolare la Serafini ha condiviso l’impegno sul fronte fiscale «che deve privilegiare la famiglia con figli».
Il sottosegretario alla famiglia, Giovanardi, ha giudicato opportuno il Manifesto per le elezioni regionali perché «dal 2001 sono Regioni e Comuni e non lo Stato ad avere la competenza sugli interventi per la famiglia. E ci sono Regioni e Comuni che hanno speso bene i soldi dati loro e altri che li hanno spesi male o non li hanno spesi affatto». Ma soprattutto, per Giovanardi, c’è tra molti di questi enti locali la tendenza ad operare non per «la famiglia della Costituzione» ma per una generica e non meglio identificata. Tra gli interventi, e tra gli interventi positivi, Giovanardi ha indicato il quoziente familiare verso il quale si muoverà il governo «quando ci sarà disponibilità finanziaria, cioè superata l’attuale crisi che ci ha costretto a dirottare 30 miliardi di euro sugli ammortizzatori sociali»




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